Area utenti
               Nessun account?

Invia un messaggio

Questi sono gli utenti online in questo momento. Clicca sul nome per inviare un messaggio privato.nessun utente
Guests: 15

CB Workflows

Profili

Nessun utente online

Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates


Venezia: la cittą pił romantica d'Italia PDF Stampa E-mail

 




Venezia è indubbiamente il luogo migliore dove perdersi, amare e lasciarsi sedurre.


Nessuna mappa di Venezia può aiutare il visitatore a girarla con sicurezza e allora quale migliore occasione per perdersi solennemente nei meandri della città provando l’ebbrezza folle dell’abbandono, della presa avvolgente dell’utero di pietra che la città costituisce? E quale altra sì forte sensazione se non l’amore ci induce all’irrazionale brivido dell’abbandono?


A Venezia ci si può perdere in un percorso onirico di scoperta del bello e del sublime, e quale miglior compagno se non il proprio amato o la propria amata, con cui abbandonarsi mano nella mano sussurrandovi all’orecchio parole dimenticate per innamorarvi di nuovo in un’ esperienza estatica e catartica?
Ecco allora questi itinerari proposti per scoprire percorsi ancora fruibili da amanti e viaggiatori accorti che potranno ripercorrere i luoghi segreti di Casanova,  scenario delle sue avventure amorose, o i luoghi misteriosi e leggendari diella Venezia di Corto Maltese?


Non è un caso che il famoso libertino culture del piacere dei sensi sia nato e cresciuto nella città dell‘amore per eccellenza o potremmo forse chiederci se lo è diventato proprio in quanto Veneziano...o che l'affascinante marinaio di Malamocco, l'instancabile viaggiatore delle avventure di Hugo Pratt, ritorni sempre dopo i suoi viaggi nell' amata Venezia?


Venezia è il luogo dell’amore e del mistero, un luogo dove i sensi prevalgono sulla razionalità, quasi una scenografia creata dall’Eterno pervasa delle atmosfere e della magia che ancor oggi regala agli amanti di ogni tipo e provenienza, capace di ammaliare anche le piu’ distratte coppie tutte pantofole e telecomando.  


Un raggio di sole che cade obliquo in un calle buia, un canale quieto disturbato da una goccia che cade furtiva, un’onda che lambisce una pietra, una misteriosa finestra aperta, un silenzio assordante che ci risveglia i sensi...L’acqua di Venezia accarezza lieve le pietre in un incessante e lento movimento che va verso la stasi senza mai raggiungerla... e così possiamo scoprire come si fa ad accarezzare l’acqua con una gondola, come la pelle levigata di una donna o come si fa ad affondare il remo nell’acqua come l'artista affonda il pennello nel colore nel suo istante di creazione...
Luogo sublime dove acqua, terra e cielo si incontrano attraverso l’armonia delle pietre scolpite, come in una danza liberatoria dei sensi...


Così come l’amore diviene la liason tra un oggetto e il suo riflesso, in una città fatta d’acqua questo assioma diventa causa di trame uniche e irrepetibili sul tema dell’amore.
L’acqua a Venezia offre alla bellezza il suo doppio, ma la città è eterna, senza tempo, mentre noi in movimento e come tali caduchi; la bellezza invece resta perchè è eterna così come l’amore che è piu’ grande ed infinito di chi ama...

Una serie d’isole minori intagliate da rii e canali, incastonate sulla costa dell’alto Adriatico come gemme vitree colorate: colori sgargianti delle case brillano nell’isola di Murano, nota in tutto il mondo per i suoi vetri artistici.


Fin dal IX secolo Venezia, capolinea di trasporti marittimi dalle coste orientali del Mediterraneo, legò il suo nome alla produzione artigianale del vetro che, proprio a Murano, si sviluppò tanto da influenzare per secoli le tecniche vetrarie di tutto il mondo. Le origini di quest’arte sono fissate in un documento del 982, in cui viene menzionato un monaco benedettino, Domenico detto “Phiolario”, un fabbricante di fiale per uso casalingo. 1271 è datato il Capitolare di Venezia, primo statuto dei vetrai che proibiva l’esercizio a chi non fosse iscritto all’arte e l’importazione di vetro straniero.

I ‘mastri filari’ (soffiatori di vetri cavi) nel 1291, con l’editto dogale del Doge Tiepolo, furono obbligati a trasferire nell’isola di Murano le loro fornaci, viste in città come pericolose per  gli edifici storici costruiti in legno (che a Venezia tutt’oggi abbondano). Questa decisione fece di Murano l’isola più ricca e privilegiata di Venezia, uno dei patrimoni culturali del nostro Paese, un’area produttiva e culturale altamente strategica.


Murano era retta da un proprio governo, coniava le proprie monete e aveva il proprio Libro d’Oro con l’elenco dei membri dell’aristocrazia. Nelle fornaci di Angelo Barovier, uno dei più grandi maestri vetrai, si iniziarono a produrre il vetro bianco trasparente, che imitava il cristallo, e il lattimo, che si prestava alle somiglianze con le preziose porcellane Ming. Nei secoli a venire Murano si adeguò all’eleganza e alla raffinatezza del Rinascimento, si rinnovò accanto ai mobili del Settecento veneziano, superò la fine della Repubblica di San Marco, trovò la sua originalità nella vetraria moderna e di design. Lampade, lampadari, servizi da tavola, piccoli gioielli, vetrate decorative e oggetti artistici sono diventati un marchio di fabbrica caratterizzato da uno stile inconfondibile che nasconde il suo successo nella manualità tipica dell’artigianato muranese.


In quest’isola maestri, artigiani, artisti, conservano oggi in un fascinoso contesto urbanistico la cultura di una tradizione millenaria.
La trasparenza, la fragilità, i colori, fioriscono nelle incandescenze: il soffio e il lavoro alla fiamma rimane l’arte “viva” di Murano, l’isola di vetro, l’isola del vetro.

 

 

 

 

Com’è Venezia? In una sola parola, appassionante. Non c’è un’altra città come lei.

Da piccola, ho sempre voluto conoscere questa città italiana, dove le strade erano fatte di canali.  Immaginavo come sarebbe un posto così, dove le macchine lasciano spazio ai barconi e alle gondole. “Ci saranno i marciapiedi  dove camminare?”, mi chiedevo, molto curiosa.  La curiosità da bambina ha dato spazio alla determinazione, e adesso lì mi ci trovavo io, nella famosa Venezia. La città non ha deluso i miei sogni da bambina.

Venezia non segue la logica di una città normale, dopotutto lei non ha niente di comune. Le strade seguono il corso dei canali e, anche se vai in giro con la cartina, ti perdi. Le viuzze piene di curve ci fanno perdere il senso d’orientamento. Sono 117 isole con un centinaio di ponti! Per questo motivo ci sono le indicazioni. Il Canale Grande, come il nome già dice, è il principale dei canali e divide la città a metà.

La prima impressione che si ha è quella di una città affollata di turisti, piena di quelle tendine che vendono souvenir, con case molto antiche e ma non tutte mantenute bene. Strada facendo, dalla stazione fino alla Piazza San Marco, principale punto turistico della città, mi sono familiarizzata con le viuzze, vicoli e piccoli ponti, con i palazzi antichi e con l’inevitabile folla di turisti. Ma questa non era ancora la Venezia che io stavo cercando...

Arrivando in Piazza San Marco, piazza dove ci sono più piccioni che persone,  l’imponente Basilica di San Marco è l’attrazione principale. Con una fila enorme per la visita e con il tempo corto, ho preferito approfittare e conoscere meglio la città, perché, tutto sommato, di chiese ne ho già visitate parecchie. E senza voler togliere il prestigio ai suoi monumenti, la principale attrazione di Venezia è la città in sè.

In Piazza San Marco, divertente è guardare i turisti coperti dai piccioni scattando delle foto e i gruppi di giapponesi riprendendo ogni piccolo particolare del posto. La galleria che circonda la piazza ha molti negozi di gioielli e arti, interessante da guardare, ma niente di molto accessibile alle tasche ... Una birra in un bar della piazza costa  7 euro - un bicchiere.

Accanto alla Basilica San Marco, il Palazzo dei Duca, antica residenza ufficiale dei duca, è un edificio molto bello, con portici gotici, ricostruito nel secolo XIV. Attualmente, il palazzo è un museo che attrae innumerevoli turisti.

Ma il meglio deve ancora arrivare: il grande evento che si svolge nella prima domenica del mese di settembre, la Regata Storica. E che fortuna la mia visto che non avevo nemmeno pensato alla data. Si tratta de una gara di gondole, di diverse categorie, che percorrono un circuito dentro il Canale Grande. Turisti e veneziani disputano i posti sulla riva del canale  e sui ponti per assistere alla regatta.

È stato difficile anche fare le foto a causa della troppa gente, ma niente che una buona chiacchierata con brasiliani non risolvesse. Per quanto riguarda la gara, quello più  interessante è stata la creatività nella decorazione delle gondole e i colori che adornavano il fiume. Barchi affollati di legumi e frutta, guns con l’equipaggio usando indumenti tipici antichi, altre barche con sculture, tra cui uno addirittura con una piccola banda e l’equipaggio con indumenti romani. Un giorno di festa a Venezia che è andato fino a tardi.

E per quelli che mi chiederanno qualcosa sulle gondole, loro si trovano dappertutto e sono l’incanto di Venezia. Alcune adornate con cuscini in forma di cuori, ideali per le coppie innamorate.  Purtroppo non mi sono fatta la passeggiata. Non che io non la volessi fare perché passeggiare lungo i canali e contemplare la bellissima veduta quando si fa sera insieme al tuo amore  è qualcosa da non dimentacare più ... Ma, anche se bella, la passeggiata non è niente accessibile. Sono la bellezza di 150 euro durante 45 minuti, ossia, circa 500 reais!  È rimasta per la prossima volta...

Scappando un po’ dalla confusione dei turisti, il ritorno in hotel è stato adorabile.  Ho camminato per la parte meno turistica di Venezia, dove risiedono i suoi abitanti. Piena di viuzze molto sttrete e canali con piccoli ponti, era lì che si trovava la Venezia che ho sempre immaginato. In ogni ponte si può avere una bellissima veduta delle casette sulla riva dei canali. Piccoli palazzi antichi, alcuni ancora di pietra, e una tranquilità spezzata dalle voci e suoni venuti da dentro le case. È chiaro che alla fine mi sono persa, ma questo giustamente è il bello della passeggiata. Quando mi sono resa conto, ero sull’orlo di Venezia, dove le macchine vengono parcheggiate - loro non entrano in città.               

Com’è una città senza macchine, non c’è troppo rumore nemmeno inquinamento. Bello è poter andare liberamente sui marciapiedi senza aver bisogno di guardare i lati prima di attraversare una via. Venezia può essere facilmente fatta a piedi. Anche se c’è un gran numero di gondole, imbarcazioni e anche piccoli barchi a motore, non c`è imbottigliamento.

La sera, i ristoranti sono pieni e i canali riflettono le luci della città, dando un tocco tutto speciale al posto, il quale diventa ancora più romantico. Il giorno dopo, era già ora di partire... Che peccato dover lasciare Venezia. Mentre non sarà possibile tornarci, conservo  nella memoria i bellissimi canali e il romanticismo di questa città unica.