|
ECCO COSA SI CHIEDE CON IL REFERENDUM. CLICCA SUL TITOLO DI QUESTO BLOG.
|
| Scritto da simona |
| QUESITO NR. 1 http://www.referendumelettorale.org/dettaglio/64485/1°_QUESITO:_COME_CAMBIA_LA_LEGGE QUESITO NR.2 http://www.referendumelettorale.org/dettaglio/64486/2°_QUESITO:_COME_CAMBIA_LA_LEGGE SPERIAMO DI ESSERVI STATI D'AIUTO.... BUON REFERENDUM |
|
referendum...
|
| Scritto da simona |
| dite con sincerità... il 21 e il 22 di giugno... si vota il referendum che potrebbe modificare la legge elettorale.... si vabbè.... ma quanti sanno cosa votare???? e per di più... quanti sanno a cosa si vota esattamente??????? stampa e pubblicità progresso in questo caso dove sono????? naaa... meglio interessarsi alle love story dei VIPSSSSSSSS... vabbè dai... siamo in italia..... |
|
l'uomo
|
| Scritto da simona |
| l'uomo che ama è colui che potrebbe essere dall'altra parte del mondo, ma per sua scelta decidere di stare vicino alla propria compagna... perchè al suo fianco il mondo è più bello e lei è l'universo... |
|
L'amore esiste???
|
| Scritto da simona |
| L'amore non esiste. L'amore è solo un finto sentimento che le persone hanno inventato per giustificare il fatto di trovarsi insieme in un letto. questo è l'amore. attendiamo di ricevere numerosi messaggi in merito. grazie |
|
Avete presente una pera al forno???
|
| Scritto da simona |
| La pera al forno... Appena infornata inizia a traformarsi e man mano che il forno prende temperatura diventa dorata e croccante... invitante... no? poi però passato il tempo di cottura se non la si toglie... che succede? inizia a rinsecchirsi e a diventare sempre più scura e strinacchiata... fino a diventare carbonizzata.... e allora che si fa? si prende la pera.... e la si butta nella spazzatura... |
|
|
| Scritto da simona |
| Gli uomini hanno paura dell’amore, hanno paura di com-promettersi (promettersi reciprocamente) con l’altro volto, di coinvolgersi (cambiare insieme) con l’altra persona in quella relazione esigente, “umana, troppo umana”, tanto da sembrar divina, che reclama libertà di pensiero, disposizione alla verità, purezza di atteggiamenti, volontà di comunicazione e freschezza-limpidità di comportamenti. Hanno paura di essere sedotti dalla comunione che richiede sincerità di intenti, chiarezza e coerenza di significati, affidamento senza riserve, pienezza di essere e potenza di esistenza. Hanno paura di esporsi alla debolezza e diversità dell’altro perché hanno paura del proprio limite e della propria libertà. Hanno paura di mescolare il sangue, di toccare i corpi, di dilatare le menti e di fondere gli spiriti. Hanno paura di sentirsi vivi, hanno paura del compiersi stesso della vita. Questa paura li porta a difendersi dagli altri, a rifiutare o, peggio ancora, a evitare garbatamente la relazione esigente e implicante, a concentrare tutti gli sforzi per il benessere e la felicità solo in se stessi, quindi a fare il male per difendersi dalla paura della comunione, dalla paura della perdita, dalla paura della morte. Il male si ingigantisce, penetra in ogni minuscola particella del reale fino a scoppiare, fino a rendere prima insopportabile e poi insostenibile la vita ipocrita e falsa della gente della città di Caino, costruita per difendersi dal fratello, per evitare di intercettare il suo sguardo che potrebbe dirti la verità e farti commuovere. Il male dovrà spurgare tutto, fino all’ultima goccia, affinché gli uomini possano comprendere una volta per tutte che la vera follia è la paura della libertà e dell’amore, affinché possano capire che non ha senso temere quanto di più bello e prezioso è depositato nel profondo del proprio essere. |
|
|
| Scritto da simona |
| Prima di deciderti a fare una domanda, meditaci sopra. Guardala da tutti i punti di vista. Dormici su per qualche giorno in modo che diventi sempre più vera. Se tu mi fai la domanda giusta, la mia risposta ti sarà di immenso aiuto, ma se la domanda è sbagliata, la mia risposta non ti sarà di alcun aiuto. Sii chiaro, con i piedi per terra! E non aver fretta di domandare. Medita sulla domanda, guardala da tutti i possibili punti di vista. Prima cerca di trovare la risposta da te. Lavoraci su da solo. Allora potrai fare la domanda giusta, perché fare la domanda giusta è quasi metà della risposta. La tua domanda di fondo, è questa: «Perché ho paura dell'amore?». Ma hai paura a farla, questa domanda, perché nessuno vuole ammettere che ha paura dell'amore. Anche il solo dirlo crea imbarazzo. E così continuiamo a fare altre domande. Non facciamo mai la domanda giusta, su cui è necessario riflettere. Sono domande sempre molto simili, ma non sono esattamente quelle giuste. La mia osservazione è che gli amanti non si arrendono l'uno all'altro. Si arrendono a qualcosa di sconosciuto che esiste fra di loro. Si arrendono all'amore, chiamatelo il dio dell'amore, tutt'e due si arrendono al dio dell'amore. Così, con il tuo arrenderti, lasciarti andare, non si soddisfa l’ego di nessuno. Entrambi gli ego scompaiono nell'amore. Se ti muovi con questa comprensione, tutta la tua paura delle donne scomparirà. Non c'è niente di cui aver paura: dall'altra parte c'è un cuore che trema come il tuo, con le stesse paure. Sentirai compassione allora, invece di paura. Tutt'e due vi aiuterete invece di farvi paura l'un l'altro, perché siete tutt'e due sulla stessa barca. Ma ricordati che la resa è all'altare dell'amore, né all'uomo né alla donna. Per secoli ti è sempre stato insegnato che gli innamorati si arrendono l'uno all'altra. Questo è una totale assurdità. Deve essere stato detto da gente che non sapeva cosa fosse l'amore. Gli amanti non si arrendono mai l'uno all'altra, ma semplicemente si arrendono all'amore. È vero che perdono l'ego, ma non per darlo all'altro. Gli ego semplicemente evaporano. Gli amanti non diventano dipendenti l'uno dall'altro, non diventano l'uno lo schiavo dell'altro. Al contrario, l'amore dà libertà. Gli amanti sono le persone più libere che ci siano al mondo. E si aiutano reciprocamente a diventare sempre più liberi, perché la libertà porta la gioia, e l'incontro con la libertà ha una bellezza immensa. Quando due amanti s'incontrano non attraverso un legame, ma attraverso la libertà, è una benedizione |
|
perchè scappi?
|
| Scritto da simona |
| L'amore.... è così brutto?! Fa soffrire ... è vero... ma se è vero amore si vede solo la luce che quella persona ti trasmette. Si sente il calore del suo corpo anche se non si è a contatto... E poi perchè si fugge dall'amore e da coloro che ci amano? E' per paura? Si teme d'amare...? riporto queste parole tratte dal sito internet: http://www.psiche.info/estratti/psiche/OshoRisveglioDelCuore.htm Prabhudas, è un problema che hanno tutti, non solo tu. Tutti gli uomini hanno paura delle donne, e tutte le donne hanno paura degli uomini, perché tutti hanno paura dell'amore. La paura riguarda l'amore. Per questo gli uomini hanno paura delle donne: perché sono l'oggetto del loro amore. E le donne hanno paura degli uomini perché sono l'oggetto del loro amore. Abbiamo paura dell'amore perché l'amore è una piccola morte. L'amore richiede la nostra resa, e noi non vogliamo assolutamente arrenderci. Noi vorremmo che fosse l'altro ad arrendersi, uno schiavo. Ma lo stesso desiderio c'è anche dall'altra parte. L'uomo vuole che la donna diventi una schiava, e naturalmente la donna vuole che l'uomo diventi uno schiavo: esiste lo stesso desiderio. Forse i metodi di imprigionamento reciproco sono diversi, ma il desiderio è lo stesso. I metodi degli uomini sono più rozzi, quelli delle donne più sottili. Se l'uomo vuole distruggere la libertà di una donna, può farle del male. Se una donna vuole distruggere la libertà di un uomo, può farsi del male. E questo ha un effetto di gran lunga maggiore, ricordalo! Può piangere e gridare, e questo è anche molto più intelligente, perché lascia l'uomo completamente indifeso. Se colpisci qualcuno, l'altro si ribella, reagisce, può colpirti a sua volta o almeno difendersi. Ma se tu colpisci te stesso, l'altro non può far nulla. È senza difesa, semplicemente sconfitto. |
|
|
| Scritto da simona |
| “…………….l'essere umano ha bisogno di stare in compagnia e di entrare in contatto verbale, corporeo ed affettivo con altri esseri della sua specie anche al di fuori dei momenti dedicati all'accoppiamento, pertanto, ognuno di noi, in modi e quantità diverse, cerca di instaurare relazioni che consentano di soddisfare in qualche modo questi bisogni. Il piacere di giocare, la ricerca di contatto corporeo o semplicemente il sentirsi rassicurati dalla presenza degli altri sono riscontrabili tanto nell'uomo quanto nei leoni, nelle scimmie e in varie altre specie di mammiferi, ma nella specie umana questi comportamenti assumono forme più elaborate e, talora, indirette, simboliche, ritualizzate. Come ha ben mostrato E. Goffman, per un verso, e E. Berne, per l'altro, il contatto corporeo è spesso sostituito dal contatto verbale, specie in certe culture, tant'è che Berne ha chiamato "carezze" certe forme espressive verbali che le persone rivolgono ad altri durante una interazione (E. Berne, A che gioco giochiamo, 1967). Questo passaggio dalla espressione diretta a quella simbolica non è sempre indice della superiorità dell'uomo ed anzi è in molti casi una conseguenza di determinate patologie socioculturali, come nel caso dello scarso contatto fisico che si riscontra in certe culture, specie occidentali, derivante da tabù sulla sessualità. Il prototipo delle relazioni basate sul contatto corporeo, contrariamente a quanto molti credono, non è l'atto sessuale ma il rapporto madre-bambino: attraverso il contatto col corpo materno il bambino ritrova l'armonia e il benessere della vita intrauterina e il senso di fusione con la madre che è stato perso con la nascita e soprattutto a seguito della progressiva acquisizione del senso di individualità. Per vari autori di impostazione psicoanalitica, la nascita rappresenta il trauma primario di separazione, che può essere risanato attraverso l'instaurarsi di nuovi rapporti positivi di unione, prima con la madre stessa e poi via via, con altre persone. Dato che il percorso evolutivo procede in avanti e non indietro, l'individuo dovrà risanare il senso di separazione non ricreando una parvenza di unione simbiotica con la madre (o con un suo sostituto simbolico - il partner) ma instaurando rapporti positivi e profondi con molti altri individui, fino a percepirsi parte integrante di una unità più vasta. Il contatto corporeo è parte essenziale di questo processo e l’abbraccio ne è l’emblema più completo e significativo. |
|
un abbraccio
|
| Scritto da simona |
| Due amanti abbracciati come il mare dal riflesso della luna, e campi nudi avvolti, sommersi da una candida coltre di neve... Solo un abbraccio, e tutto intorno, il nulla più vero che possa esistere. L'abbraccio... quanti significati sono celati dietro a un abbraccio?cos'è un abbraccio... Un abbraccio comunica,accoglie,condivide... Un abbraccio silenzioso fa vibrare l'anima, rivela già ciò che ancora non si sa o si ha paura di sapere... e' staccare un pezzettino di sé per donarlo all'altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo...ma portandoci nascosti in un una piega dell'anima,in un taschino del cuore... Un abbraccio è un esprimere la propria esistenza accanto all'altro qualsiasi cosa accada... Abbracciare una persona a noi cara la fa sentire accolta,meno sola ,meno paurosa... L' abbraccio più importante di infinite parole al vento,promesse,illusioni. Un abbraccio fissa quell'istante magico nell'eterno. |